dr. Marcello Schmid Marescalchi

dr. Marcello Schmid Marescalchi

© Cimbo


facebook
instagram

Le emozioni nel corpo

Tutti abbiamo usato, almeno una volta, espressioni come avere le farfalle nello stomaco o un nodo alla gola. Spesso le consideriamo semplici modi di dire ereditati dalla tradizione, ma la realtà è molto più profonda: queste locuzioni nascono da ciò che percepiamo istintivamente nel nostro corpo.

Dire che un evento è stato un pugno nello stomaco, sentire un peso sul petto (o sulle spalle), farsi il fegato amaro o dover mandare giù un boccone amaro non sono metafore casuali. Lo stesso vale per reazioni come rimanere senza fiato, restare a bocca aperta, sentire il sangue andare alla testa o avere i nervi a fior di pelle. Che si tratti della pelle d’oca, delle gambe che mancano, del sentirsi sfiancati o del procedere a schiena dritta, con le spalle larghe, ogni espressione segnala una verità fondamentale: noi viviamo le emozioni innanzitutto attraverso il corpo. È una consapevolezza antica, posseduta già dai medici cinesi che, millenni fa, postularono una teoria medico-psicologica ancora oggi all’avanguardia sotto questo aspetto.

Tuttavia, questo legame non riguarda solo la sfera emotiva. L'intero Sistema Vivente che noi siamo è una struttura integrata in cui ogni aspetto del Sé è interconnesso: fisiologia, postura, movimento, sensi, immaginazione, pensiero ed emozioni fluiscono l'uno nell'altro. Sentirsi "forti", per esempio, non è solo un concetto astratto, ma una condizione che si manifesta simultaneamente nella nostra postura, nel modo di muoverci e nell'immagine che abbiamo di noi stessi.

 

 

unnamed.jpeg

Oltre la parola: l'integrazione corporea nel cambiamento

 

Non possiamo più prescindere da questa interazione, nemmeno quando pianifichiamo strategie di cambiamento: il corpo, prima o poi, chiede il conto. Abbiamo bisogno di percepire concretamente la trasformazione del nostro Sé; limitarsi a fare interpretazione dei segnali fisici di disagio serve a poco se non impariamo a integrarli realmente nel percorso terapeutico.

Per essere realmente efficace, la cura non può più affidarsi solo alle parole. La psicoterapia non è — e non può essere — un semplice "fare salotto" con il terapeuta o un mero confronto di idee. Al contrario, deve generare una percezione reale di cambiamento interiore che sia, inevitabilmente, anche corporea.

Per fare questo occorre un modello teorico che nasca con questa consapevolezza. Oggi molte scuole di pensiero stanno tentando di inserire "tecniche corporee" nelle loro pratiche, ma non è la stessa cosa: l'integrazione non può essere un'aggiunta superficiale, deve essere la base dell'approccio.

Detto in altri termini: parlare di un "peso sulle spalle", analizzarne le cause o fantasticarci sopra non è d'aiuto se, alla fine della seduta, quel peso resta esattamente dove si trova.



 

dr. Marcello Schmid Marescalchi

© Cimbo


facebook
instagram