L'Intelligenza Sensomotoria è la prima grande tappa dello sviluppo cognitivo umano (Jean Piaget , 1936). I bambini - dalla nascita fino ai due anni circa - “pensano" non attraverso concetti astratti o parole, ma attraverso i sensi e le azioni fisiche. In pratica, per un neonato, conoscere un oggetto significa morderlo, afferrarlo o scuoterlo.
Anche se la psicologia moderna ha integrato e talvolta corretto Piaget, l'idea resta fondamentale ad esempio per il concetto di Apprendimento Esperienziale: il movimento e la stimolazione sensoriale sono cibo per il cervello ed attraverso questi possiamo apprendere (o ri-apprendere, come accade in terapia).
In sintesi, attraverso l'Intelligenza Sensomotoria costruiamo le fondamenta della nostra architettura mentale. Senza aver prima "toccato" il mondo, non potremmo mai arrivare a "pensarlo". Ma anche l'uso della propriocezione (percezione viscerale di sé) ci serve per conoscerci e trasformarci.

Spesso tendiamo a pensare allo sviluppo cognitivo come a una scala che ci porta "oltre" il corpo, verso l'astrazione pura. In realtà, l'Intelligenza Sensomotoria non sparisce mai: resta la base silenziosa su cui poggia tutto il resto.
Ecco come influenza il pensiero e perché resta vitale anche per noi adulti.
L'influenza sul pensiero: L'incarnazione (Embodiment)
Secondo le moderne scienze cognitive (che riprendono e ampliano Piaget), il nostro pensiero è "incarnato" (Embodied Cognition). Non siamo cervelli in una vasca che elaborano dati astratti; i nostri concetti più complessi derivano da schemi motori appresi nell'infanzia (ma non solo).
Lo sviluppo: dalle mani alla mente
Senza la fase Sensomotoria, lo sviluppo superiore sarebbe vuoto.
Linguaggio: Le prime parole nascono per etichettare oggetti che il bambino ha già esplorato fisicamente. Non puoi capire davvero cos'è "morbido" se non lo hai toccato. Ma anche non posso capire come sia “essere forti” o “calmi” o “protetti”, se non ne ho percepito i dati Sensomotori. Il classico esempio – fondamentale – è quello del profumo di un fiore: non posso sapere come sia se non ne ho fatto reale esperienza.
Nessuna descrizione, nessuna parola potrà mai farmi conoscere il profumo di quel fiore!
Solo i sensi
Causalità: Lanciando oggetti dal seggiolone, il bambino impara il concetto di "causa-effetto". Senza questa base fisica, la logica formale e la scienza non avrebbero radici.
Anche se ora sei in grado di risolvere equazioni o discutere di filosofia, l'Intelligenza Sensomotoria rimane il tuo "sistema operativo" di base in diverse situazioni:
Quando impari a guidare, a suonare uno strumento o a praticare uno sport, torni bambino. Non usi la logica astratta, ma crei schemi d'azione. Un chirurgo o un pianista eccellente possiedono un'Intelligenza Sensomotoria molto sviluppata che permette loro di pensare attraverso il corpo.
Molte delle nostre decisioni rapide non passano per il linguaggio. L'intuizione spesso è una forma di Intelligenza Sensomotoria raffinata: il corpo sente una risposta (il famoso gut feeling o sensazione di pancia) prima che la mente logica la formuli.
Nelle terapie moderne (come la NeoFunzionale che propongo), si riconosce che i traumi, lo stress, ma anche l'intero Senso di Sè (schemi, modi di considerarsi e reagire, ecc.) siano embodied, cioè incarnati, costruiti a livello sensomotorio. Non possiamo, ad esempio, “pensare” di togliere l'ansia o di rilassarci, o di essere forti , ma dobbiamo agire sul corpo (respiro, movimento, postura) per percepire, apprendere e cambiare.
In ambito psicoterapeutico, quindi, l'integrazione della dimensione sensomotoria ha rappresentato una vera rivoluzione. Per decenni la terapia è stata la "cura attraverso la parola", basata sull'idea che capire razionalmente un problema bastasse a risolverlo.
Oggi sappiamo che non è così: il corpo ricorda ciò che la mente dimentica (o non può verbalizzare). Ecco come l'Intelligenza Sensomotoria diventa uno strumento clinico fondamentale.
Le terapie tradizionali sono fondamentalmente Top-Down, cioè partono dal pensiero (corteccia prefrontale) per cercare di cambiare le emozioni e le cognizioni. Le terapie sensomotorie come la mia propongono un approccio Bottom-Up: si lavora sulla concretezza (le sensazioni fisiche, la postura, i movimenti). Cambiando lo stato del corpo, si inviano segnali agli strati più profondi ed antichi del cervello. Si fa di nuovo affidamento all'Intelligenza Sensomotoria per ri-apprendere schemi profondi di Sè, delle relazioni e del mondo.